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17 Novembre 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Legge di Bilancio 2022: parte l’iter parlamentare

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La prima manovra del governo Draghi è finalmente approdata al Senato e inizia così il suo iter parlamentare con l’avvio della sessione di bilancio. Il ddl deve essere convertito in legge entro il 31 dicembre, il che vuol dire che la Camera non avrà di fatto tempo per intervenire sul testo approvato il 28 ottobre scorso in Consiglio dei ministri. Le scelte principali riguardano pensioni, bonus fiscali, riduzione delle tasse, reddito di cittadinanza. Ci sarà un’unica quota per andare in pensione (Quota 102) e per un solo anno (2022), la stretta sul Reddito di cittadinanza e lo stop definitivo al cashback, un fondo per anticipare il taglio delle tasse da otto miliardi di euro (Irpef e Irap) e la proroga del Superbonus al 110 per cento ma con dei paletti (tetto Isee di chi commissiona i lavori e di spesa sulla ristrutturazione).

In attesa della trasmissione del testo al Parlamento, il provvedimento è intanto lievitato da 185 a 219 articoli, con misure ex novo come i finanziamenti per la manutenzione di strade e scuole, e riscritture come quella relativa al Reddito di cittadinanza, con l’addio ai navigator e nuovi paletti stringenti per spingere i beneficiari alla ricerca del lavoro.

Dal taglio delle tasse agli investimenti, si conferma l’impianto della manovra espansiva targata Draghi-Franco, che stanzia i primi otto miliardi per ridurre Irpef e Irap e quattro miliardi in più per sanità e vaccini Covid e 90 milioni per arginare la fuga di medici e infermieri dai Pronto Soccorso. Confermato anche il pacchetto pensioni con Quota 102 per il 2022 e una proroga di Opzione donna senza modifiche dei requisiti oltre all’ampliamento dell’Ape social. Rivisto e corretto rimane fino al 2023 il Superbonus al 110 per cento, con un tetto Isee a 25mila euro per i proprietari di villette e case singole, già sotto attacco soprattutto da parte di M5S e Lega. Prorogata anche la cessione del credito accompagnata da un decreto ad hoc per i controlli preventivi anti-frodi.

Dopo due settimane di trattative prende forma anche la revisione del Reddito di cittadinanza, che comunque incassa un miliardo in più strutturale. Per evitare che il sussidio diventi un disincentivo alla ricerca del lavoro vengono rivisti i criteri dell’offerta congrua, che si riducono a 80 km di distanza da casa per la prima offerta ma diventano tutta Italia alla seconda, anche perché la chance di una terza offerta non c’è più. Dopo due posti di lavoro rifiutati, finora erano tre, si decade dal beneficio. Ma già al primo no si perderanno 5 euro al mese, con un decalage che si fermerà alla soglia dei 300 euro di sussidio. L’ulteriore novità rispetto alla prima scrittura delle norme è forse quella più stringente: per verificare che i beneficiari occupabili (circa un terzo della platea) cerchino attivamente lavoro si verificheranno le presenze ai centri per l’impiego. Per chi non si presenta almeno una volta al mese, salvo comprovato giustificato motivo, scatta la decadenza immediata. E lo stesso vale per chi non può sottoscrivere il Patto per il lavoro ma è vincolato da quello per l’inclusione sociale: ci si deve presentare ai centri anti-povertà per vedere i progressi fatti e verificare il rispetto del progetto personalizzato di inclusione, pena lo stop al Reddito. Per aiutare i beneficiari a cercare lavoro non ci saranno più i 2.500 navigator che non vengono prorogati con la manovra (i sindacati protestano e saranno in piazza il 18 novembre), ma i dipendenti dei centri per l’impiego, che intanto le Regioni stanno assumendo cercando di recuperare i ritardi, e anche le agenzie per il lavoro private.

Si arricchisce nelle nuove bozze il capitolo giovani e donne, con lo stop alle classi pollaio perlomeno nelle aree più svantaggiate, i fondi per la manutenzione straordinaria delle scuole che raddoppiano da circa a più di quattro miliardi, i livelli essenziali delle prestazioni per gli asili nido, la proroga delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa e il nuovo sconto per chi va a vivere in affitto (con il tetto massimo che scende però a 2mila euro l’anno).

Nel capitolo investimenti spiccano le risorse per raggiungere gli obiettivi di taglio delle emissioni e di controllo dei cambiamenti climatici (con una serie di fondi ad hoc anche per il rinnovo di parco autobus, piste ciclabili e carburanti meno inquinanti per aerei e navi) ma anche i finanziamenti per l’alta velocità sulla linea adriatica (cinque miliardi) e gli oltre tre miliardi destinati a cinque grandi città (oltre a Roma anche Milano, Torino, Genova e Napoli) per aumentare le linee della metro.

 

 

Fonte Confcommercio e foto CC BY 2.5

 

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