Fisco

21 Luglio 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Mancato versamento imposte e la causa di forza maggiore

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Il 20 luglio 2020 è scaduto il termine dei versamenti relativi a dichiarazione dei redditi e IRAP 2020 per i soggetti ISA e i forfettari. Coloro i quali non avessero adempiuto, lo potranno fare entro il 20 agosto con una maggiorazione dello 0,40 per cento.

Il Governo ha deciso di non prorogare ulteriormente il termine, mettendo in serie difficoltà tutti quei contribuenti che non hanno potuto versare il 20 luglio e non potranno farlo nemmeno il 20 agosto. Ma attenzione, per la platea di liberi professionisti impossibilitati a rispettare le scadenze potrebbe presentarsi la possibilità di invocare la causa di non punibilità per escludere l’applicazione di interessi e sanzioni.

È quanto sostiene l’UNGDCEC (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti Ed Esperti Contabili) in un comunicato stampa emanato il 20 luglio 2020. Eccolo.

Con la risposta all’interrogazione n. 5-04363 in Commissione Finanze della Camera, il Governo ha scritto la parola fine alla possibilità di una proroga dei versamenti in scadenza il prossimo 20 luglio. All’invito formale in cui si chiedeva di adottare “iniziative normative per introdurre una norma specifica nel prossimo provvedimento utile al fine di prevedere che i versamenti tardivi, fino al 30 settembre 2020, non siano soggetti a sanzioni”, il Governo si è trincerato dietro ad uno stop che è arrivato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha affermato che “l’ulteriore proroga richiesta inciderebbe, secondo gli uffici, sull’elaborazione delle previsioni delle imposte autoliquidate della nota di aggiornamento del DEF che, come noto, deve essere presentata al parlamento entro la fine di settembre”

A nulla sono valsi dunque gli appelli di questi giorni, per una proroga che, tra l’altro, era stata concessa tranquillamente ed in tempi celeri già l’anno scorso: siamo arrivati al paradosso che quello che era stato concesso a causa un ritardo di pubblicazione in un applicativo tecnico (in particolare si trattava degli ISA) non è stato concesso in presenza di una pandemia mondiale.

Lo stesso Governo, dunque, che si appresta a prorogare lo stato di emergenza per un ulteriore lungo periodo non ritiene che tale stato di emergenza abbia un impatto concreto sui contribuenti.

Non rimane dunque che rispolverare i principi generali del nostro ordinamento, che la Giunta UNGDCEC aveva già sottolineato in prossimità del decreto “Cura Italia”, anch’esso pubblicato in prossimità della scadenza: è il D. Lgs. n. 472/97 (“Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie”), infatti, a prevedere all’articolo 6 le cause di non punibilità ed in particolare al comma 5 prevede testualmente che “non è punibile chi ha commesso il fatto per forza maggiore”.

La nozione di forza maggiore, in materia tributaria e fiscale, comporta la sussistenza di un elemento oggettivo, relativo alle circostanze anormali ed estranee all’operatore – evidenti nel caso di specie – e di un elemento soggettivo, costituito dall’obbligo dell’interessato di premunirsi contro le conseguenze dell’evento anormale, adottando misure appropriate senza incorrere in sacrifici eccessivi – anch’esse facilmente dimostrabili in questo periodo.

Ne avevamo sottolineato in tempi non sospetti l’applicabilità alle fattispecie che si stanno avverando in questo periodo e sarà dunque il caso di riaffermarle, adesso, con ulteriore forza per consentire al contribuente quanto meno di non pagare sanzioni ed interessi in caso di mancati versamenti.

 

Fonte UNGDCEC

 

 

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