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4 Ottobre 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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NADEF 2021, l’economia sorride

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Ogni anno il Documento di Economia e Finanza (DEF) è accompagnato dalla sua Nota di aggiornamento (NADEF) e il 29 settembre 2021 il consiglio dei ministri ha approvato la nota relativa all’anno in corso. Secondo il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, si prospetta uno scenario di crescita dell’economia italiana e di graduale riduzione del deficit e del debito pubblico.

Le nuove previsioni macroeconomiche del Governo per il 2022-2024, pur riconoscendo alcuni rischi collegati all’evoluzione della pandemia da Covid-19 e della domanda mondiale e ai forti aumenti dei prezzi dell’energia registrati negli ultimi mesi, prendono atto del miglioramento dei principali indicatori di crescita e indebitamento rispetto alle stime contenute nel DEF e definiscono il perimetro di finanza pubblica all’interno del quale si iscriveranno le misure della prossima Legge di Bilancio. Il livello di PIL più elevato (atteso a un +6 per cento per l’anno in corso) e il minor indebitamento netto (previsto al 9,4 per cento del PIL) consentono una flessione del rapporto tra debito pubblico e prodotto (dal 155,6 per cento nel 2020 al 153,5 per cento nel 2021), che invece era stimato in aumento nel DEF di aprile.

Per quanto riguarda la programmazione delle finanze pubbliche, per il 2022 la NADEF fissa un obiettivo di deficit pari al 5,6 per cento del PIL, che si confronta con un saldo tendenziale pari al 4,4 per cento. L’andamento dell’indebitamento netto programmatico è superiore a quello del quadro tendenziale per oltre un punto percentuale di PIL anche nel 2023 e 2024, sebbene la NADEF delinei una progressiva e significativa riduzione dell’indebitamento netto, che scenderà al 3,3 per cento del PIL nel 2024. Anche per effetto dello stimolo di bilancio, la crescita del PIL programmatico è prevista pari al 4,7 per cento nel 2022, al 2,8 per cento nel 2023 e all’1,9 per cento nel 2024. La discesa del rapporto debito/PIL proseguirà per raggiungere il 146,1 per cento nel 2024.

Alla luce di questo migliorato quadro economico e finanziario e delle Raccomandazioni specifiche al Paese da parte del Consiglio dell’Unione Europea, il Governo conferma l’impostazione di fondo della politica di bilancio illustrata nel DEF. Ipotizzando che prosegua la progressiva riduzione alle restrizioni delle attività economiche e sociali legate al Covid-19, l’intonazione della politica di bilancio resterà espansiva fino a quando il PIL e l’occupazione avranno recuperato non solo la caduta, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019. Una condizione che, in base alle proiezioni aggiornate, si può prevedere sarà soddisfatta a partire dal 2024. Da quell’anno in poi, la politica di bilancio dovrà essere maggiormente orientata a ridurre il disavanzo strutturale e a ricondurre il rapporto debito/PIL al livello pre-crisi (134,3 per cento) entro il 2030.

Nel corso del triennio 2022-2024, l’andamento programmatico disegnato dalla NADEF consentirà di coprire le esigenze per le politiche invariate e il rinnovo di diverse misure di rilievo economico e sociale, fra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di Garanzia per le PMI, all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi. Si interverrà sugli ammortizzatori sociali e sull’alleggerimento del carico fiscale. L’assegno unico universale per i figli verrà messo a regime.

L’espansione dell’economia italiana nei prossimi anni sarà sostenuta, oltre che dallo stimolo di bilancio, anche da favorevoli condizioni monetarie e finanziarie, dal ritrovato ottimismo delle imprese e dei consumatori e in particolare dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che rappresenta un’occasione inedita per rilanciare il nostro Paese all’insegna della sostenibilità ambientale e sociale.

 

 

Fonte e foto Mef

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