Fisco

11 Dicembre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Niente proroga per la cedolare secca sui negozi

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Salvo cambiamenti, la cedolare secca al 21 per cento sugli affitti di immobili commerciali non trova conferma nella manovra 2020.

L’estensione del regime della cedolare secca ai canoni di locazione relativi ad immobili e relative pertinenze destinati ad attività commerciale, è una delle novità contenute nella Legge di bilancio 2019.

La norma si riferisce a contratti stipulati nel 2019, a patto che al 15 ottobre 2018 non risulti già in essere un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile.

L’imposta sostitutiva del 21 per cento, si potrà applicare, oltre che agli affitti di immobili per uso abitativo, anche: ai canoni di locazione derivanti dai nuovi contratti che saranno stipulati nell’anno 2019, dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di un’attività di impresa, o di arti e professioni, aventi ad oggetto immobili destinati all’uso commerciale di vendita di prodotti e prestazioni di servizi classificati nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) e relative pertinenze, che sono quelle classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle scuderie e rimesse) e C/7 (tettoie chiuse e aperte), se congiuntamente locate. Sono quindi escluse tutte le altre categorie catastali relative ad immobili strumentali, quali ad esempio immobili ad uso ufficio (A/10), immobili destinati ad attività industriali o artigianali (D) o laboratori (C/3).

L’immobile commerciale oggetto di locazione con cedolare secca ai fini fiscali, deve avere una superficie complessiva, al netto delle pertinenze, non superiore a 600 metri quadri.

Attenzione: la frase “contratti stipulati nel 2019” fa sì che un accordo firmato entro il 31 dicembre 2019 possa avere la tassazione sostitutiva per tutta la sua durata (generalmente sei anni, rinnovabili di sei in sei). Questo vale anche per un contratto stipulato nel 2019 per il quale il locatore non abbia optato per la cedolare già al momento della registrazione, ma in una delle annualità contrattuali successive (ad esempio, entro il 31 maggio 2020 o 2021 per un contratto con decorrenza dal 1° maggio 2019). È opportuno sottolineare il rispetto della regola secondo cui la registrazione del contratto deve essere effettuata entro trenta giorni dalla stipula. Quindi stipula nel 2019 e registrazione nel 2020 consentono l’accesso alla cedolare secca per immobili commerciali.

“La scorsa notte, il Governo e la maggioranza hanno deciso di annullare la cedolare secca del 21 per cento sugli affitti dei negozi, che era stata introdotta un anno fa con l’intento di limitare la gravissima crisi dei locali commerciali. Si tratta di una decisione sorprendente. Insomma, mentre ci si straccia le vesti per l’espansione di Amazon e per la moria di negozi, si elimina l’unica misura con la quale vi era speranza di rianimare un comparto in crisi, contribuendo anche a migliorare l’aspetto delle nostre città, combattendo degrado e insicurezza. Davvero incredibile” ha dichiarato Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia.

 

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