Giurisprudenza

21 Ottobre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Obbligo di dichiarazione per chi dispone all’estero di denaro non proprio

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La rilevazione a fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l’estero di denaro, titolo e valori, impone l’obbligo di dichiarazione (quadro RW) non solo per l’intestatario formale e il beneficiario effettivo di investimenti o attività di natura finanziaria all’estero, ma anche a colui che, all’estero, abbia la disponibilità di fatto di somme non proprie, con il compito fiduciario di movimentarle a beneficio dell’effettivo titolare.

Questo è quanto emerge dall’ordinanza n. 25956/2019 della Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile T.

Il caso riguarda il signor A.A. che ha proposto ricorso in cassazione nei confronti della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva respinto il ricorso della CTP di Varese con cui era stato respinto il ricorso avverso avviso di accertamento IRES IRAP 2009-2010 per omessa dichiarazione di investimenti detenuti all’estero.

Secondo A.A. la CTR non avrebbe rilevato la prova da lui presentata, ossia di non essere il titolare delle somme relative agli investimenti finanziari detenuti all’estero.

La Cassazione ha respinto il ricorso dando seguito alla tesi dei giudici d’appello, secondo cui il contribuente ha trasmesso istruzioni e volontà dell’effettivo titolare e tale attività integra una vera e propria movimentazione degli investimenti e/o delle attività finanziarie, rilevante ai fini della normativa sul monitoraggio fiscale.

Quindi, l’obbligo di dichiarazione scatta anche nei confronti di colui che all’estero detiene di fatto somme di denaro non proprie, con il compito fiduciario di movimentarle a beneficio dell’effettivo titolare, dove il concetto di detenzione include altresì la detenzione nell’interesse altrui.

 

Ordinanza Cassazione n. 25956-2019

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