Fisco

31 Ottobre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Paga l’imposta il trasferimento di nuda proprietà per riconoscenza

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Trasferire la nuda proprietà della casa coniugale alla moglie in adempimento di un dovere morale e di un obbligo di riconoscenza rientra nello schema tipico della donazione rimuneratoria e pertanto sconta l’imposta sulle donazioni, oltre alle imposte ipotecaria e catastale. È quanto emerge dalla risposta dell’Agenzia delle entrate all’interpello n. 444 del 29 ottobre 2019.

Il caso riguarda un contribuente coniugato in regime patrimoniale di separazione dei beni da oltre venti anni. La moglie, sin dall’inizio della convivenza coniugale, ha prestato assistenza e servizi a favore del coniuge, al fine di consentire allo stesso di dedicare ogni suo sforzo, anche economico, alla propria personale attività lavorativa e agli affari esterni, senza doversi mai preoccupare della amministrazione e della gestione della vita familiare e domestica nei suoi aspetti più pratici.

Il marito riconosce il proprio dovere morale e sociale di provvedere al mantenimento della moglie e di assicurarle, in caso di propria premorienza, i mezzi patrimoniali necessari per una esistenza dignitosa senza, però, aggirare le disposizioni in materia successoria che tutelano i diritti dei legittimari. In virtù di tale dovere morale, intende trasferire alla moglie il diritto di nuda proprietà sulla casa coniugale, riservando per sé il diritto di abitazione.

L’interpellante ritiene che il trasferimento di proprietà avviene in adempimento di una obbligazione naturale, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2034 del codice civile e trova la propria causa nell’adempimento del suddetto dovere morale e sociale. Il trasferimento dell’immobile non avviene per spirito di liberalità e dovrà essere tassato ai sensi dell’articolo 9 della Tariffa, Parte Prima allegata al Tur (3 per cento).

La posizione dell’Agenzia è diversa. L’art. 2034 c.c., definisce le obbligazioni naturali come doveri morali o sociali che non presentano il carattere della giuridicità. Non sono coercibili ma, una volta eseguite, non si può ripetere quanto spontaneamente prestato. Per doveri morali o sociali, si intendono i valori condivisi dalla generalità dei consociati, pertanto non rientrano in tale concetto i doveri derivanti dalla morale individuale ovvero di una collettività che non abbia il carattere della generalità.

Nella fattispecie in esame il legislatore ha espressamente previsto all’articolo 770 del codice civile la donazione rimuneratoria che è un particolare tipo di donazione, consistente nella liberalità fatta per riconoscenza, in considerazione di meriti del donatario ovvero per speciale rimunerazione, con cui il donante dimostra un particolare apprezzamento dei servizi precedentemente ricevuti dal donatario. Questo tipo di donazione deve essere fatta in modo spontaneo dal donante, il quale non è a ciò tenuto né in forza di una legge né di altri obblighi, usi o costumi; l’attribuzione patrimoniale correlata ad un precedente comportamento del donatario nei cui confronti la liberalità si pone come riconoscenza, apprezzamento di meriti o comunque come una speciale remunerazione di attività svolta, sebbene l’attribuzione non cessi di essere spontanea e l’atto conservi la causa di liberalità.

Detto questo, il caso in oggetto rientra nell’ipotesi dell’articolo 770 del codice civile, di conseguenza l’imposta sulle donazioni – oltre all’ipotecaria e catastale – è dovuta.

 

 

 

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