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12 Settembre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Partite Iva in aumento

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Con il comunicato stampa n. 158 del 10 settembre 2019 sono stati pubblicati dal Dipartimento delle Finanze i dati relativi all’Osservatorio sulle partite IVA (secondo trimestre 2019).

Nel secondo trimestre del 2019 sono state aperte 136.323 nuove partite Iva ed in confronto al corrispondente periodo dello scorso anno si registra un aumento del 3,9 per cento.

La natura giuridica mostra che il 73,5 per cento delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 20,5 per cento da società di capitali, il 3,3 per cento da società di persone; la quota dei “non residenti”, in sensibile aumento, e quella delle “altre forme giuridiche” rappresentano complessivamente il 2,7 per cento del totale delle nuove aperture. Rispetto al secondo trimestre del 2018, si registra un apprezzabile incremento di avviamenti per le persone fisiche (+7 per cento), mentre le forme societarie mostrano significative flessioni (-9 per cento le società di capitali e -15,6 per cento le società di persone).

Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 43 per cento delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,8 per cento al Centro e il 35 per cento al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente mostra apprezzabili incrementi di avviamenti in provincia di Bolzano (+19,1 per cento), Lombardia (+13,3 per cento) e provincia di Trento (+12,4 per cento). Tra i pochi territori in calo la Basilicata (-5 per cento), il Friuli Venezia Giulia (-4 per cento) e le Marche (-3 per cento).

Per quanto concerne il settore produttivo, il commercio registra, come di consueto, il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 19,7 per cento del totale, seguito dalle attività professionali (16,8 per cento) e dall’agricoltura (10,6 per cento). Rispetto al secondo trimestre del 2018, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione (+23,1 per cento), nelle attività professionali (+17,8 per cento), nell’edilizia e nelle attività finanziarie (+10,7 per cento). La flessione più consistente si osserva nell’agricoltura (-15,5 per cento), mentre cali più modesti si registrano nelle attività manifatturiere (-1,5 per cento) e nell’alloggio e ristorazione (-0,5 per cento).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per genere mostra una prevalenza della quota maschile, ora pari al 62,7 per cento del totale. Il 44,4 per cento delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,8 per cento da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il +14,6 per cento della classe da 51 a 65 anni.

Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 17,8 per cento delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.

Nel periodo in esame 66.126 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 48,5 per cento del totale delle nuove aperture, con un forte aumento (+35,8 per cento) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento è da attribuirsi alle modifiche normative introdotte con la legge di bilancio 2019 che hanno elevato a 65mila euro il limite di ricavi per poter aderire al regime forfetario.

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