Giurisprudenza

16 Gennaio 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Per il ristorante domestico non va comunicato l’inizio attività

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L’home restaurant è la possibilità offerta a chiunque ami stare ai fornelli di trasformare la propria casa e la propria cucina in un ristorante occasionalmente aperto per amici, conoscenti e perfetti sconosciuti che saranno graditi ospiti paganti per pranzi o cene.

Per l’esercizio di tale attività il giudice di Pace di San Miniato con la sentenza n. 139/2019 ha ritenuto non necessaria la presentazione della Scia (segnalazione certificata di inizio attività), cioè la documentazione corredata da autocertificazioni con le quali l’imprenditore (o un tecnico incaricato e dotato di specifica abilitazione professionale) attesta la sussistenza dei presupposti di fatto e giuridici che consentono l’esercizio dell’attività che si intende intraprendere.

Nel caso di specie il giudice ha dato ragione al cittadino multato dal Comune di Montopoli con una ammenda di euro 2.500 e ha condannato il Comune stesso a risarcire il soggetto per le spese sostenute nel contenzioso. La motivazione giuridica risiede nel fatto che si tratta di una iniziativa privata, non aperta al pubblico e non svolta in zone tutelate.

La sentenza ha subito suscitato le reazioni della FIPE di Confcommercio (Federazione italiana Pubblici Esercizi) che sul proprio portale internet ha pubblicato quanto dichiarato dal proprio direttore Roberto Calugi: “Chi intende aprire un’attività di home restaurant ha l’obbligo di presentare una Scia in Comune o di ottenere un’esplicita autorizzazione nel caso in cui voglia farlo in un’area tutelata. Questo è ciò che prevede il Ministero dello Sviluppo Economico ormai dal 2015 e chi dice il contrario dice una fake news. Il fatto che un giudice di pace di San Miniato nel luglio scorso si sia espresso in maniera opposta dimostra soltanto che la normativa si presta a interpretazioni diverse. Il Mise ha dunque il dovere di fare chiarezza una volta per tutte: non è possibile che migliaia di imprenditori della ristorazione non sappiano se chiunque può svegliarsi un mattino e fare loro concorrenza senza nemmeno dover dichiarare l’apertura dell’attività”.

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