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30 Giugno 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Pil e occupazione territoriale nel 2019

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Si tratta di una stima, ma l’Istat ha pubblicato i dati relativi al Pil e all’occupazione per ripartizione territoriale riferiti all’anno 2019.

Nel 2019 il Prodotto interno lordo, misurato in volume, ha segnato a livello nazionale un aumento pari allo 0,3 per cento. Le stime preliminari indicano che la crescita si è distribuita in maniera abbastanza omogenea sul territorio, anche se si conferma una diversa velocità tra il Nord e il Sud del Paese.

Il Nord ha mostrato una performance superiore alla media nazionale: il Nord-est registra la crescita più vivace (+0,5 per cento), il Nord-ovest lo segue da vicino (+0,4 per cento). Le regioni del Centro e del Mezzogiorno hanno fatto invece registrare un aumento del Pil lievemente inferiore alla media nazionale, con una crescita che in entrambe le aree si è fermata al +0,2 per cento.

L’occupazione (misurata in termini di numero di occupati), che a livello nazionale è aumentata dello 0,6 per cento, presenta a livello territoriale dinamiche più disomogenee rispetto a quelle del Pil. L’aumento più rilevante si osserva ancora una volta nelle regioni del Nord, dove il Nord-est fa da traino con una crescita del +1,2 per cento, seguito dal Nord-ovest con un +0,8 per cento. Le regioni del Centro e quelle del Mezzogiorno registrano, invece, una crescita dell’input di lavoro sensibilmente più bassa rispetto alla media nazionale, rispettivamente +0,3 per cento e +0,2 per cento.

Il settore che ha contribuito maggiormente alla crescita del valore aggiunto nel Nord-est è quello delle costruzioni (+3,5 per cento), ma buoni risultati si registrano anche negli altri servizi (+1,5 per cento) e nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+1 per cento). Una performance particolarmente deludente è quella dell’agricoltura (-6,4 per cento), mentre diminuzioni assai più contenute caratterizzano il settore dell’industria (-0,1 per cento) e del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-0,1 per cento).

Anche nel Nord-ovest le costruzioni fanno segnare la crescita più marcata (+3,5 per cento), mentre dinamiche positive ma meno accentuate caratterizzano i servizi finanziari, immobiliari e professionali (+1 per cento) e il settore del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+0,4 per cento). Variazioni negative si registrano nell’agricoltura (-2,5 per cento), negli altri servizi (-1 per cento) e nell’industria (-0,3 per cento).

Al Centro le costruzioni si confermano il settore più dinamico (+2 per cento), ma variazioni positive si registrano anche nel settore che comprende commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+1,1 per cento) e in quello dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,3 per cento). L’agricoltura è il settore con il calo più evidente (-2,2 per cento), ma in flessione risultano anche l’industria (-0,8 per cento) e gli altri servizi (-0,9 per cento).

Il Mezzogiorno è l’unica area in cui il valore aggiunto dell’agricoltura è in crescita (+2,7 per cento); il settore delle costruzioni ha una buona performance (+1,1 per cento), anche se l’aumento è meno accentuato rispetto alle altre aree del Paese. Dinamiche positive caratterizzano anche i servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,5 per cento) e il commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+0,2 per cento), mentre subiscono una contrazione l’industria (-0,6 per cento) e gli altri servizi (-0,5 per cento).

Per quel che concerne gli andamenti settoriali dell’occupazione, nel Nord-ovest i settori più propulsivi sono le costruzioni (+2,6 per cento) e l’agricoltura (+1,7 per cento). Anche nel Nord-est le costruzioni si rivelano essere un settore molto dinamico (+2,2 per cento), ma l’aumento più marcato si registra negli altri servizi (+2,6 per cento). Al Centro la crescita dell’input di lavoro è più rilevante nelle costruzioni (+1,7 per cento) e nel commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+1,4 per cento). Nel Mezzogiorno incrementi si registrano nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+0,4 per cento), nell’agricoltura (+0,4 per cento) e negli altri servizi (+0,4 per cento).

 

Fonte Istat

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