Fisco

27 Novembre 2017 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Provare l’origine degli utili esteri al socio italiano

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 Il 22 novembre 2017 l’Agenzia delle entrate ha emesso – a seguito di un interpello – la risoluzione n. 144/E. L’Agenzia fornisce chiarimenti in materia di documentazione probatoria idonea a dimostrare la provenienza degli utili di fonte estera percepiti dal socio o società italiano attraverso società intermedie non residenti.

Il caso riguarda una società italiana Alfa che detiene interamente il capitale di una società olandese Beta. Beta controlla al 100% la società Gamma, anch’essa residente in Olanda. Fino al 2009, Gamma ha prodotto utili oltre che in Olanda anche in Svizzera tramite una filiale, ceduta proprio nel 2009. A seguito della cessione della filiale Svizzera, Gamma ha prodotto utili esclusivamente in Olanda, dove sono stati integralmente tassati. Nelle annualità 2008-2013 Gamma ha distribuito i propri utili a Beta che a sua volta ne ha riversato una parte ad Alfa.

La società Alfa, con il quesito rivolto all’Agenzia, chiede di conoscere il corretto trattamento fiscale applicabile ai dividendi ottenuti, dato che essi provengono da riserve prodotte in parte in un paese a fiscalità privilegiata (Svizzera) e in parte in un paese non a fiscalità privilegiata (Olanda).

Secondo il Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), gli utili provenienti da Stati o territori a regime fiscale privilegiato (paesi black list) concorrono interamente a formare il reddito del percettore, mentre i dividendi provenienti da società estere non black list, concorrono a formare il reddito imponibile per il 5% del loro ammontare. Inoltre, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 51/E del 6 ottobre 2010, ha precisato che ai fini dell’individuazione della quota parte di utili provenienti da “paradisi fiscali”, nell’ordinamento tributario italiano non c’è un criterio legislativo che regoli la distribuzione, l’utilizzo, la ricostituzione o la ripartizione delle riserve.

Nell’ipotesi in esame, mancando uno specifico supporto legislativo, il socio residente in Italia è tenuto a dimostrare e documentare di volta in volta la provenienza degli utili che gli sono stati distribuiti per il tramite di società intermedie non residenti. È necessaria una costruzione analitica della provenienza degli utili per comprendere se gli stessi derivano dall’attività svolta in un paese black list o meno e di conseguenza quale regime fiscale applicare: imposizione integrale o parziale (come stabilisce il Tuir).

Il contribuente nel dimostrare analiticamente la provenienza deve servirsi di un adeguato supporto documentale e in mancanza di tale dimostrazione opera la presunzione in base alla quale si ritengono distribuiti al socio italiano, in via prioritaria e fino a concorrenza, gli utili provenienti da territori o Stati a fiscalità privilegiata.

Risoluzione 144E 22-11-2017

 

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