Stacca la spina

8 Novembre 2017 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Quando il ghiaccio incontra il fuoco

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Lo svedese Bjorn Borg e l’americano John McEnroe sono due nomi che scaldano il cuore agli amanti del tennis, soprattutto per chi interpreta questo sport come un insieme di abilità tecniche, acume tattico e capacità mentali. I due ex tennisti professionisti – raggiunsero l’apice tra gli anni settanta e ottanta – sono considerati tra i migliori di sempre nella loro disciplina e durante le loro carriere si sono incontrati quattordici volte nell’arco di quattro anni (tra il 1978 e il 1981), originando una rivalità sportiva entrata da tempo nell’olimpo delle “grandi sfide”.

Il 5 luglio 1980 sull’erba di Wimbledon si affrontano il numero uno al mondo Borg e il numero tre McEnroe (la seconda posizione è occupata da Jimmy Connors) dando vita a una delle finali più belle ed emozionanti della storia del tennis, scolpendo nella memoria dei tifosi l’interminabile tiebreak del quarto set, poi vinto dall’americano per 18-16.

Le gioie, le paure, le fatiche e il sudore dei due sportivi e di quella giornata sono rivissute nel film “Borg McEnroe”, diretto da Janus Metz Pedersen e prodotto in Svezia, Danimarca e Finlandia. Da un lato lo svedese sbucato dal nulla, glaciale, paranoico, scaramantico, dotato di una flemma nobiliare e di una religiosa calma esteriore, mentre dentro è un vulcano pronto ad esplodere. L’opposto l’americano: irascibile, strafottente, rivoluzionario, penalizzato più e più volte per il comportamento inappropriato e per gli insulti contro arbitri e giudici.

Il regista ha voluto portare sullo schermo la storia dei due protagonisti cercando di cogliere gli aspetti più drammatici e duri della loro ossessiva ricerca di perfezione, la stessa che produce campioni e macchine da soldi, in uno sport che come dice Andre Agassi (ex numero uno del ranking) è la metafora della vita: “Non è un caso, credo, che il tennis usi il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, colpa (errore), rottura, amore (con “love” si indica lo zero). Gli elementi base del tennis sono gli stessi dell’esistenza quotidiana, perché ogni partita è una vita in miniatura.”

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