Mondo Impresa

18 Aprile 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

0

Quando l’imprenditore ha passaporto straniero

Print Friendly, PDF & Email

Gli stranieri contribuiscono a reggere la seppur debole struttura economica italiana: oltre 600 mila imprese, il 9,9 per cento del totale, di cui l’80 per cento circa (470 mila) sono micro-imprese individuali. Lo comunica Unioncamere-Infocamere che sulla base dei registri delle Camere di Commercio ha elaborato i dati (2018) relativi agli insediamenti a livello comunale di attività economiche individuali guidate da persone immigrate.

Al 31 dicembre 2018, erano infatti solo quattrocento i Comuni italiani senza almeno un’impresa individuale con titolare straniero. All’estremo opposto, nei restanti 7.500 Comuni sono poco più di cento quelli in cui si possono contare almeno cinquecento attività economiche di immigrati: poco meno di 220 mila imprese che rappresentano il 46 per cento di tutto l’universo delle aziende individuali di immigrati.

Roma, Milano, Napoli e Firenze sono i maggiori poli di attrazione per l’insediamento di attività economiche guidate da cittadini stranieri, ma non sono da sottovalutare anche i Comuni più piccoli. Tra i 107 Comuni con più di cinquecento imprese individuali di stranieri, la graduatoria per peso percentuale pone sul podio più alto Casandrino (in provincia di Napoli), con il 58,3 per centro di imprese straniere sul totale delle imprese individuali del territorio. A seguire, troviamo Castel Volturno (Caserta) con il 54,7 per cento e Sesto Fiorentino (Firenze) dove si sfiora il rapporto uno a due (49,7 per cento). Subito dopo, con percentuali superiori al 40 per cento di rappresentatività dell’imprenditoria straniera rispetto a quella locale, seguono i Comuni di San Nicola La Strada (Caserta) con il 43,5 per cento, Montemurlo (Prato) e Pioltello (Milano), ambedue con il 41,8 per cento.

Dal punto di vista della nazionalità degli imprenditori, si segnala una netta demarcazione. A San Nicola La strada (provincia di Caserta) l’81,6 per cento dei titolari di impresa di immigrati viene dal Senegal, a Sesto Fiorentino il 77,1 per cento degli stranieri sono cinesi, a Castel Volturno ha origini nigeriane il 54,1 per cento degli imprenditori nati fuori dai confini italiani e a Casandrino (Napoli) la comunità più rappresentata è quella del Bangladesh (41,7 per cento).

Infine, incrociando i paesi di nascita dei titolari con quelli delle province in cui hanno sede le imprese, emerge poi una mappa delle province che di fatto sono state elette a “patrie” imprenditoriali di alcune nazionalità: è il caso dell’Egitto che concentra in provincia di Milano quasi la metà (il 43,5 per cento) di tutte le sue imprese in Italia; o del Bangladesh che ha il suo quartier generale a Roma, dove ha sede il 42,7 per cento di tutte le sue imprese. Sempre a Roma si trova la comunità imprenditoriale rumena più estesa (il 15,1 per cento del totale delle imprese guidate da cittadini di quel paese) e quella tunisina (6 per cento). Altre province in cui si assiste al fenomeno sono Napoli (dove ha sede il 20,4 per cento della comunità pachistana), e Milano dove ha stabilito la propria sede l’11,2 per cento di tutta la rappresentanza cinese in Italia.

 

Tags: , ,


Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@dailytax.it




Back to Top ↑