Mondo Impresa

12 Ottobre 2018 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Quasi fatta per la riforma della crisi d’impresa

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È questione di poche settimane e il termine fallimento non sarà più utilizzato nel mondo imprenditoriale. Il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è pronto. Il governo Conte non farà decadere la delega prevista dalla legge 19 ottobre 2017, n. 155, ed entro il 14 novembre, verrà approvato il nuovo testo del decreto attuativo.

Si tratta di una riforma delle procedure concorsuali e della disciplina sulla composizione della crisi da sovraindebitamento. Il testo – in attesa dell’approvazione del Consiglio dei Ministri – si compone di 390 articoli e di fatto ricalca la bozza presentata dalla Commissione Rordorf con l’aggiunta di alcune novità e cambiamenti più in linea con la situazione economica nazionale.

L’obiettivo primario del nuovo impianto legislativo è di garantire alle imprese in difficoltà finanziarie l’accesso a procedure nazionali di insolvenza che consentano una ristrutturazione prima della crisi vera e propria. Le nuove norme mirano a concedere una seconda possibilità all’imprenditore, tutelando, oltre al creditore, la continuità aziendale e l’occupazione.

Il nuovo testo elimina qualsiasi riferimento al termine fallimento, che verrà sostituito con l’espressione liquidazione giudiziale e definisce il concetto di crisi come una probabile futura insolvenza, ossia la prospettica inadeguatezza dei flussi di cassa a far fronte regolarmente alle obbligazioni. Si vuole intervenire in una fase intermedia attraverso una serie di strumenti che permettano di individuare e anticipare l’emersione della crisi. La parola d’ordine è salvare la ricchezza espressa dalle aziende evitando che le procedure concorsuali siano impiegate solo per esaurire le ultime risorse disponibili.

Per accelerare l’emersione dell’insolvenza è prevista una procedura di allerta preventiva che sulla base di specifici indicatori (rapporto tra flusso di cassa e attivo dell’impresa, patrimonio netto e il passivo, gli oneri finanziari e i ricavi), permette di individuare i sintomi del probabile crack. L’allerta è di natura stragiudiziale e confidenziale e consiste in una composizione assistita della crisi con lo scopo di incentivare l’emersione anticipata delle difficoltà economiche e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori.

L’alert è finalizzato al superamento del dissesto finanziario, garantendo la continuità aziendale. A tal fine, il ricorso alla composizione assistita della crisi non costituisce causa di risoluzione dei contratti pendenti, compresi quelli con la pubblica amministrazione, né di revoca degli affidamenti concessi. Sono escluse dalle procedure sopra citate, le società quotate in borsa o in mercati regolamentati e le grandi imprese di dimensioni rilevanti.

Codice della Crisi e dell’Insolvenza testo del 4 ottobre 2018

Fonte del file OCI-Osservatorio sulle crisi d’impresa www.osservatorio-oci.org

 

 

 

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