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22 Gennaio 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Rapporto Oxfam: sempre più ricchi i pochi che posseggono tanto

Oxfam è un movimento globale di persone che vogliono eliminare l’ingiustizia della povertà. Da oltre settant’anni, si adopera per salvare e ricostruire la vita degli esseri umani nelle emergenze affrontando le cause della povertà: disuguaglianza, discriminazione contro le donne e cambiamento climatico.

In occasione del Forum Economico Mondiale di Davos, Oxfam pubblica il nuovo rapporto “Bene pubblico o ricchezza privata?” (bp-public-good-or-private-wealth-210119-english – Bene-Pubblico-o-Ricchezza-Privata estratto in italiano Oxfam-2019) in cui denuncia come il persistente divario tra ricchi e poveri comprometta i progressi nella lotta alla povertà, danneggi le nostre economie e alimenti la rabbia sociale in tutto il mondo. Inoltre, le mancanze del sistema economico attuale consente solo a una ristretta élite di accumulare enormi fortune, mentre centinaia di milioni di persone lottano per la sopravvivenza con salari da fame.

Secondo Oxfam la ricchezza accumulata da un’esigua minoranza di super-ricchi evidenzia l’iniquità sociale e l’insostenibilità dell’attuale sistema economico, in cui la forbice tra ricchi e poveri è sempre più ampia. Lo scorso anno le fortune dei super-ricchi sono aumentate del 12 per cento, al ritmo di 2,5 miliardi di dollari al giorno, mentre 3,8 miliardi di persone, la metà più povera dell’umanità, hanno visto diminuire quel che avevano dell’11 per cento.

In Italia, a metà 2018, il 20 per cento più ricco dei nostri connazionali possedeva circa il 72 per cento dell’intera ricchezza nazionale. E il 5 per cento più ricco degli italiani possedeva da solo la stessa quota di ricchezza del 90 per cento più povero.

In alcuni paesi, come Regno Unito o Brasile, considerando insieme imposte sui redditi e sui consumi, il 10 per cento più ricco della popolazione paga meno tasse del 10 per cento più povero (in proporzione ai relativi redditi). Evasione ed elusione fiscale internazionale hanno raggiunto inoltre livelli allarmanti: una cospicua parte di redditi finanziari degli individui più facoltosi svanisce nei paradisi fiscali, mentre i redditi di molte imprese multinazionali sfuggono all’imposizione fiscale. Decine di miliardi di entrate fiscali che risultano mancanti e che potrebbero finanziare i servizi pubblici essenziali. Nel mondo circa 10 mila persone al giorno muoiono per mancanza di accesso ai servizi sanitari, mentre 262 milioni di bambini non hanno accesso all’istruzione.

Non solo la povertà non diminuisce, ma si assiste all’incremento della povertà estrema. Secondo la Banca Mondiale 3,4 miliardi di persone vivono ancora con meno di 5,50 dollari al giorno. Di questi, 2,4 miliardi di persone sono da considerarsi estremamente povere, secondo le soglie di povertà riviste dalla Banca stessa.

Disuguaglianza anche tra uomo e donna. A livello globale le donne guadagnano il 23 per cento in meno degli uomini. Quest’ultimi possiedono il 50 per cento in più della ricchezza delle donne e controllano oltre l’86 per cento delle aziende. Se il lavoro di cura non retribuito svolto dalle donne a livello globale venisse appaltato ad una singola azienda, il suo fatturato annuo sarebbe di 10.000 miliardi di dollari, pari a 43 volte quello di Apple.

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