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25 Luglio 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Redditi dichiarati e consumi: divario del 17,5 per cento

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Il sommerso in Italia vale circa 119 miliardi di euro. Il dato emerge da uno studio del Dipartimento Economia impresa e società dell’università della Tuscia che ha esaminato i dati delle ultime dichiarazioni dei redditi, relative al 2017, confrontandoli con i consumi delle famiglie nello stesso anno.

L’indagine rivela un divario del 17,5 per cento tra il reddito disponibile degli italiani e i loro consumi. In pratica il valore dell’economia non dichiarata delle persone fisiche (Irpef) è cinque volte superiore ai 23 miliardi che servono per evitare gli aumenti Iva.

Quindi, nel 2017 in Italia, ipotizzando che non sia stato risparmiato nulla, si sono spesi 118,8 miliardi in più di quanto è stato dichiarato (e che al massimo poteva essere speso).

La ricerca non considera l’intera casistica delle società di capitali (che non distribuiscono utili ai soci persone fisiche) né l’Iva, quindi il divario individuato attiene solo il mondo delle persone fisiche.

A livello territoriale, al primo posto la percentuale di divario più alta si registra in Campania (29,02 per cento), segue la Calabria (26,77 per centro) e la Sicilia (26,51 per cento); la percentuale più bassa è invece rilevata nelle Marche (1,17 per cento).

Nel biennio 2016/2017, il sommerso vale circa 217 miliardi di euro ed è sempre la Campania al primo posto con la percentuale più alta (24,97 per cento), seguita da Lazio (22,59 per cento) e Molise (22,56 per cento). La percentuale più bassa è invece nelle Marche, in cui è negativa (-0,22 per cento): la spesa media complessiva è cioè inferiore al reddito disponibile.

 

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