Fisco

23 Ottobre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Retromarcia sul forfettario: no alla determinazione analitica del reddito

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“Abbiamo ascoltato il mondo delle Partite Iva, ci siamo confrontati con loro e abbiamo fatto una scelta di buonsenso e di equilibrio”. “Proseguiremo con il regime forfettario di determinazione dei costi per semplificare la vita dei contribuenti”. Sono queste le parole pronunciate dal viceministro all’Economia Antonio Misiani in occasione dell’assemblea di Confesercenti di ieri 22 ottobre.

Nella sostanza non verrà modificato l’attuale criterio forfettario di determinazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo soggetto ad imposta sostitutiva (del 15 o del 5 per cento).

Si tratta di un vero e proprio cambio di rotta rispetto alle indicazioni del documento programmatico di bilancio (DPB) del 16 ottobre scorso, dove a pagina trentuno sotto la dicitura “Riequilibrare il regime di tassazione” era presente il provvedimento del ritorno al regime analitico di determinazione del reddito.

Quindi, se da un lato sono stati evitati significativi inasprimenti del sistema fiscale per le Partite Iva fino a 65.000 euro di fatturato, dall’altro dovrebbero (è opportuno il condizionale) essere confermati gli altri interventi previsti dal DPB: il limite di 20.000 euro di spesa per beni strumentali e lavoro dipendente; esclusione dal regime forfettario per coloro che percepiscono redditi di lavoro dipendente e redditi a questi assimilati eccedenti l’importo di 30.000 euro; regime premiale – da definire – per chi volontariamente aderisce alla fatturazione elettronica.

Foto governo.it

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