Fisco

20 Maggio 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Ristrutturazione dei debiti e l’Iva

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Con la risposta all’interpello 340/2021 l’Agenzia delle entrate interviene sul tema dell’accordo di ristrutturazione dei debiti e la gestione dell’Iva.

L’accordo di ristrutturazione dei debiti consente all’imprenditore in stato di crisi di chiedere l’omologazione di un accordo stipulato con i creditori rappresentanti almeno il 60 per cento dei crediti, la cui attuabilità sia attestata da una relazione redatta da un professionista che sia in grado di assicurare il regolare pagamento dei creditori che sono rimasti estranei.

Il carattere contrattuale dell’accordo vincola, infatti, solo i creditori che vi abbiano aderito e non consente che la volontà negoziale espressa sacrifichi le ragioni dei creditori dissenzienti, che conservano il diritto a essere soddisfatti per intero e alle scadenze previste.

Con tale istituto il legislatore ha dunque inteso riconoscere e valorizzare il ruolo dell’autonomia privata nella gestione della crisi dell’impresa, prevedendo una procedura che consente al debitore e a una maggioranza qualificata dei creditori di regolare consensualmente le modalità di pagamento del debito mediante un accordo la cui efficacia è garantita dal provvedimento di omologazione del tribunale.

Ciò detto, gli accordi di ristrutturazione si caratterizzano per due fattori: 1) viene meno il carattere della concorsualità perché l’accordo non coinvolge la generalità dei creditori ma solo la parte di essi che presta adesione all’accordo; 2) manca il carattere dell’ufficialità, perché mentre le procedure concorsuali si aprono con un procedimento che coinvolge l’autorità pubblica, negli accordi di ristrutturazione il giudizio di omologa del tribunale non rileva ai fini del perfezionamento e dell’efficacia dell’impegno, ma interviene per rendere irrevocabili gli atti posti in esecuzione dell’accordo omologato.

Quindi, permangono delle differenze tra procedure concorsuali e accordo di ristrutturazione del debito; tra queste, la possibilità per il creditore coinvolto nell’accordo di ristrutturazione, di emettere la nota di variazione in diminuzione entro la data di omologa dell’accordo o comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno di omologa.

Con il recupero dell’imposta, esercitato entro lo stesso termine, il debitore deve registrare a debito la nota ricevuta e procedere a versare l’Iva dovuta sulla base della relativa liquidazione periodica.

 

 

Fonte Agenzia delle entrate

 

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