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23 Ottobre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Robot al comando, si comincia in azienda

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Le persone hanno più fiducia nei robot rispetto ai loro manager. È quanto emerge dallo studio annuale sull’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro condotto da Oracle e Future Workplace, una società di ricerca che prepara i leader a ripensare al posto di lavoro e al coinvolgimento dei dipendenti.

Lo studio, che ha coinvolto 8.370 soggetti tra dipendenti, manager e leader delle risorse umane in dieci Paesi (assente l’Italia), ha evidenziato come l’intelligenza artificiale abbia cambiato il rapporto tra le persone e la tecnologia sul lavoro, modificando il ruolo di chi ha il compito di scoprire e trattenere talenti (HR).

Il 64 per cento degli intervistati si fiderebbe di più di un robot rispetto al suo manager e l’affidamento all’intelligenza artificiale è più marcato in India (89 per cento) e in Cina (88 per cento), Paesi dove la sfiducia nell’essere umano è quasi totale. In Francia, Regno Unito e Stati Uniti le percentuali scendono, rispettivamente, al 56 per cento, 54 per cento e 57 per cento.

Gli uomini hanno una visione più ottimistica rispetto alle donne e alla domanda che cosa i robot fanno meglio rispetto agli umani e viceversa, le risposte sono state le seguenti: i robot sono bravi a dare informazioni parziali (26 per cento), rispettare i programmi di lavoro (34 per cento), risolvere i problemi (29 per cento) e gestire i budget (26 per cento), mentre i manager sono più capaci di comprendere i sentimenti (45 per cento), fare formazione (33 per cento) e creare una cultura del lavoro (29 per cento).

Altro dato rilevante è la volontà dei lavoratori di interagire in modo semplice con l’intelligenza artificiale al lavoro, infatti, richiedono una migliore interfaccia utente (34 per cento), una formazione sulle migliori procedure (30 per cento) e un’esperienza personalizzata in base al loro comportamento (30 per cento).

Infine, sono la sicurezza (31 per cento) e la privacy (30 per cento) le principali preoccupazioni che impediscono ai lavoratori di utilizzare l’’intelligenza artificiale a scopi professionali e fra tutti, sono i nativi digitali Generazione Z (nati dal 1999 al 2015) e i Millennials (nati tra il 1981 e il 1996) i più preoccupati, rispetto alla Generazione X (nati tra il 1961 e il 1981) e i Baby Boomers (nati tra il 1945 e il 1959).

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