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23 Settembre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Si spende poco a comprare soldi

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Il costo del denaro non è mai stato così basso. Lo dice l’Abi nel rapporto mensile di settembre 2019.

Dai dati al 31 agosto 2019, emerge che i prestiti a famiglie e imprese registrano una crescita su base annua pari al +0,9 per cento. Tale evidenza risulta dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

Sulla base degli ultimi dati relativi a luglio 2019, si conferma la crescita del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,4 per cento su base annua.

Sempre a luglio 2019, a seguito della riduzione della domanda di finanziamenti, per i prestiti alle imprese si registra una diminuzione dello 0,4 per cento su base annua.

Ad agosto 2019 i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento si attestano sui minimi storici, e registrano le seguenti dinamiche: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,68 per cento (1,69 per cento a luglio 2019, 5,72 per cento a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,25 per cento (1,37 per cento il mese precedente; 5,48 per cento a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,52 per cento (2,54 per cento il mese precedente e 6,18 per cento prima della crisi, a fine 2007).

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a luglio 2019 si sono attestate a 32,1 miliardi di euro, in calo rispetto ai 40,1 miliardi di luglio 2018 (-8 miliardi pari a -20,1 per cento) e ai 66,5 miliardi di luglio 2017 (-34,4 miliardi pari a -51,8 per cento). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di quasi 57 miliardi (pari a -63,9 per cento). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all’1,84 per cento a luglio 2019 (era 2,32 per cento a luglio 2018, 3,86 per cento a luglio 2017 e 4,89 per cento a novembre 2015).

 

Fonte Abi

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