Giurisprudenza

24 Settembre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Soldi facili? Con le tre carte si può, in assenza di organizzazione

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Il gioco delle tre carte – anche detto delle tre campanelle – non è reato, purché esercitato occasionalmente e senza il supporto di una struttura nella quale siano impiegati mezzi e persone. È quanto disposto dalla Cassazione con la sentenza 26321 del 21 settembre 2020.

Il caso riguarda la sentenza del Tribunale di Bologna che ha condannato tre soggetti al pagamento di ammende (300 e 450 euro) per aver esercitato e organizzato attività pubblica di scommessa su giochi di abilità, senza la prescritta autorizzazione.

I tre imputati hanno presentato ricorso in Cassazione rilevando che la disposizione che si assume essere stata dai medesimi violata, vieta, a chiunque, non sia titolare della apposita concessione governativa, di organizzare, esercitare e raccogliere scommesse su qualsiasi gioco istituito o disciplinato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Nel caso di specie i tre partecipavano alla realizzazione di scommesse sul gioco delle tre campanelle (gioco non organizzato e disciplinato dai Monopoli), tenendo un banchetto all’interno di un autodromo e dividendosi i compiti: uno esercitava il gioco, gli altri due compari inducevano i presenti a giocare mostrando la facile prospettiva di ingenti guadagni.

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e annullato la sentenza perché il fatto non sussiste. Il reato contestato ai tre faceva riferimento alla legge che sanziona penalmente la condotta di chi abusivamente esercita l’organizzazione di pubbliche scommesse su altre competizioni di persone o animali o giochi di abilità.

Gli ermellini non hanno rilevato nel comportamento degli imputati gli estremi del reato contestato, reato che mira a reprimere non la occasionale e sporadica attività di scommessa su giochi di abilità, ma la non occasionale organizzazione di essa. L’organizzazione per essere tale deve presupporre l’esistenza di una struttura complessa costituita da mezzi e persone, non rintracciabile in un semplice banchetto amovibile alla presenza di due complici (compari). L’eventuale sanzione riscontrabile sarebbe una contravvenzione ma solo se la possibilità di vincere o di perdere la posta economica in gioco dipenda, in maniera preponderante, se non esclusiva, dalla sorte e non dalla capacità dei giocatori.

 

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