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13 Gennaio 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Sovraindebitamento, cosa cambia

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La legge n. 3 del 27 gennaio 2012 detta disposizioni in materia di sovraindebitamento. La recente legge n. 176 del 18 dicembre 2020, invece, apporta alcune novità alla legge n. 3/2012 precedentemente citata.

In particolare, l’articolo 4 ter introduce semplificazioni in materia di accesso alle procedure di sovraindebitamento per le imprese e i consumatori. Nel merito viene ridefinito in maniera estensiva il concetto di consumatore: la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta, anche se socio di una s.n.c., s.a.s. e s.a.p.a., per i debiti estranei a quelli sociali.

Inoltre, si prevedono ulteriori circostanze a causa delle quali il debitore sovraindebitato non può formulare la proposta: 1) se ha già beneficiato dell’esdebitazione per due volte; 2) se, limitatamente al piano del consumatore, ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode; 3) se, limitatamente all’accordo di composizione della crisi, risulta abbia commesso atti diretti a frodare le ragioni dei creditori.

Aspetto importante è che l’accordo di composizione della crisi della società produce i suoi effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili.

La legge 176/2020 prende in considerazione anche le procedure familiari, ossia la possibilità che i membri di una stessa famiglia possano presentare un’unica procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, quando siano conviventi o quando il sovraindebitamento abbia un’origine comune. Si tratta del coniuge, i parenti entro il quarto grado e gli affini entro il secondo, nonché le parti di un’unione civile e i conviventi di fatto (le masse attive e passive rimangono distinte).

E ancora: la proposta di piano del consumatore può prevedere anche la falcidia e la ristrutturazione dei debiti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del trattamento di fine rapporto o della pensione e dalle operazioni di prestito su pegno. Ma non è tutto. La proposta di piano del consumatore e la proposta di accordo formulata dal consumatore possono prevedere anche il rimborso, alla scadenza convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo garantito da ipoteca iscritta sull’abitazione principale del debitore se lo stesso, alla data del deposito della proposta, ha adempiuto le proprie obbligazioni o se il giudice lo autorizza al pagamento del debito per capitale ed interessi scaduto a tale data.

Quando entra in gioco la relazione dell’Occ (organo di composizione della crisi), la sua relazione deve essere particolareggiata e contenere importanti indicazioni: a) le cause dell’indebitamento, la diligenza del debitore nell’assumere le obbligazioni; b) le ragioni dell’incapacità di adempiere le obbligazioni assunte; c) la completezza e attendibilità della documentazione depositata; d) l’indicazione presunta dei costi della procedura; e) l’indicazione della valutazione del merito creditizio da parte del soggetto finanziatore.

Da sottolineare che anche alla domanda di accordo di composizione della crisi deve essere allegata una relazione particolareggiata dell’Occ contenente tra l’altro: percentuali, modalità e tempi di soddisfacimento dei creditori; indicazioni dei criteri adottati nella formazione delle classi ove previste.

Infine, novità importante in merito al debitore incapiente. Il debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai propri creditori alcuna utilità, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto del giudice, nel caso in cui sopravvengano utilità rilevanti che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore al 10 per cento. A tal fine non sono da considerarsi utilità eventuali finanziamenti ricevuti.

Gazzetta Ufficiale n. 319 del 24 dicembre 2020

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