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11 Aprile 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Stessa crisi, stesso mare

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Nonostante la crisi economica, l’italiano non è disposto a rinunciare a uno dei pochi, forse, piaceri a sua disposizione: la vacanza. Nel 2019, l’89 per cento prevede di regalarsi una pausa estiva dalla quotidianità. Stando alle previsioni prima dell’estate, il dato è in lieve crescita rispetto al 2018, quando erano l’88 per cento, ed è superiore alle partenze reali dell’anno scorso. Va infatti notato che l’entusiasmo primaverile ha subito battute d’arresto nella scorsa stagione (l’88 per cento previsionale si è tradotto in un 85 per cento reale), e non è detto che ciò non succeda anche nel 2019. Tuttavia, è indubbio che il desiderio di vacanze sia diffuso e contagi anche il lungo ponte di aprile (per i più fortunati da Pasqua al Primo Maggio). Un italiano su due infatti dichiara che intende spostarsi nei prossimi giorni (erano il 45 per cento un anno fa), privilegiando mete vicine al luogo di residenza: l’86 per cento resterà in Italia.

Questi risultati emergono dal sondaggio “Le vacanze degli italiani” realizzato da italiani.coop (il portale di ricerca e analisi di Coop), per Robintur, il Gruppo Turistico, controllato da Coop Alleanza 3.0 detentore della più grande rete italiana di agenzie di viaggio di proprietà.

Quindi, per l’estate 2019, ben l’89 per cento degli italiani pensa che andrà in vacanza. Un +1 per cento su quanti avevano la stessa idea dodici mesi fa, ma un +4 per cento su chi realmente nell’estate 2018 si è concesso una pausa dalla quotidianità.

Come meta preferita troviamo il mare (55 per cento), seguito dalla montagna (19 per cento), poi città o i luoghi d’arte (14 per cento) per finire con i tour e le crociere (12 per cento); come trend crescono mare e voglia di natura e montagna, mentre calano le città, i tour, le crociere. Si sceglie l’Italia in oltre sei casi su dieci (63 per cento) e l’estero per gli altri quattro (37 per cento). Quella del 2019 è una vacanza più breve dello scorso anno, quando per oltre la metà di loro era stata di una sola settimana. Durata inferiore, ma spesa in lieve crescita (+4 per cento la differenza tra coloro che pensano di spendere di più e coloro che pensano di spendere di meno).

Tra le destinazioni estere più richieste ci sono Maldive, Stati Uniti, Egitto e Australia, ma le nazioni più gettonate rimangono Spagna, Grecia e Croazia (queste ultime due in calo del -14 per cento e -10 per cento rispetto allo scorso anno). Le regioni italiane più frequentate rimangono Sicilia, Puglia e Emilia-Romagna, mentre in crescita sono Abruzzo, Trentino Alto-Adige, Valle d’Aosta e Calabria.

Il 59 per cento degli italiani ha già prenotato o lo farà a breve e solo uno su dieci andrà all’avventura dell’ultimo minuto. Per la maggioranza (7 su 10) hanno prenotato da soli, mentre 2 su 10 si sono affidati alle agenzie di viaggi (18 per cento), anzi 3 su 10 se si calcola quell’8 per cento che ha prenotato in parte da solo e in parte affidandosi a un professionista (un dato pressoché identico a quello del 2018). E la fiducia verso le agenzie di viaggi cresce. Le sceglie con questa motivazione il 36 per cento con un netto incremento rispetto al 2018 quando il 29 per cento le sceglieva per la fiducia, contro il 41 per cento per il miglior rapporto qualità prezzo, fermo al 37 per cento nel 2019.

Ma qual è l’attività preferita dell’italiano in vacanza? Mangiare al ristorante. Il 21 per cento lo fa tutti i giorni, il 37 per cento spesso e solo il 4 per cento dichiara di non farlo mai. A tavola i millennials e gli under 25 sono più propensi alla sperimentazione di cibo etnico o internazionale, mentre al crescere dell’età incrementa la curiosità per i cibi della tradizione locale. Solo il 2 per cento si conferma vegano in vacanza e solo un altro 2 per cento segue stili alimentari dietetici o disintossicanti.

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